mercoledì 31 dicembre 2014

Code di topo e finali


La maggior parte delle mosche artificiali sono leggerissime e il compito di provvedere al peso necessario per lanciarle in acqua è affidato alla coda di topo.

La mosca è collegata a essa tramite un finale a treccia o a nodi, e la coda di topo a sua volta è collegata in tutta la sua lunghezza a una lenza intrecciata o a un filo unico chiamata backing.

Il backing altro non è che una riserva di filo utile per giostrare grosse prede in fuga, e per riempire correttamente la bobina del mulinello, assicurando inoltre l’avvolgimento della coda di topo in spire  ordinate cosi da facilitare il lancio.

Le code di topo  possono essere realizzate in nylon, in Dacron o in PVC intrecciato e ricoperto da differenti polimeri come il poliuretano e il PTFE.                   


            PROFILI DELLE CODE DI TOPO                                                                                             

In base al profilo le code di topo oggi si distinguono  fra quelle a doppi fuso, le decentrate e gli shooting taper.
Esistono anche le code level, con lo stesso profilo per tutta la loro lunghezza, ma non vengono mai usate perchè difficili da lanciare.
 Le code di topo a doppio fuso servono per posare la mosca a distanze brevi e medie, e sono più facili da lanciare delle decentrate, in grado di raggiungere distanze maggiori.

Viene lanciata solo la parte terminale più pesante che trascina facilmente fuori dagli anelli il resto della coda, più sottile: di solito si pensa che la posa effettuata da una decentrata sia inferiore a quella di una a doppio fuso, ma non è vero: se la decentrata è ben costruita non esiste differenza.

Gli shooting taper sono brevi  segmenti di code  di topo collegati a una lenza intrecciata o in monofilo che produce poco attrito scorrendo tra gli anelli.

Vengono solitamente impiegati per lanciare a distanze notevoli o per pescare in grandi laghi.
      SIMBOLI DELLE CODE DI TOPO AFTM


Nel sistema di classificazione AFTM, le lettere che precedono l’indicazione della grammatura (DT-WF-SH e qualche volta L, per indicare le level) indicano il profilo della coda di topo.
La lettera o le lettere che seguono l’ammontare del peso (F-ND-I-S-FS-VFS) indicano invece la densità, ovvero se la coda di topo galleggia, affonda o per la sua densità intermedia (o neutra), si immerge con lentezza.

Alcuni esempi: una coda descritta con il numero di codice DT9F è una a doppio fuso, pesante 9 grani e galleggiante; una coda decentrata del numero 7 con densità neutra viene classificata come WF7ND. 

         DENSITÀ DELLE CODE DI TOPO

Le code di topo possiedono differenti densità, che è poi il fattore che ne determina l’affondamento o il galleggiamento: una coda con bassa densità galleggia, una con alta densità affonda.

 

Le descrizioni fornite per ogni coda di topo però, spesso non rispecchiano le effettive prestazioni: cosi vi sono code ad affondamento veloce che si immergono alla stessa profondità di altre con affondamento ultra-rapido.
Per maggiore chiarezza i costruttori visualizzano quindi sulle confezioni i vari livelli di affondamento: di solito si tratta di dati relativi all’affondamento per ogni secondo o per frazioni di tempo stabilite.
Rimane però il problema dato dal fatto che le diverse parti componenti la coda di topo non affondano tutte nello stesso tempo, e che l’affondamento è condizionato da fattori come la temperatura dell’acqua e la presenza o meno di vento. 
                                     
 
                                                                      
                      FINALI 

Il finale è un segmento di nylon che collega la coda di topo alla mosca e per avere una corretta azione il suo punto di maggiore spessore dovrebbe avere un diametro pari a un terzo di quello della coda di topo nel suo punto terminale.
Pescando con mosche secche si devono impiegare finali molto lunghi per interporre una buona distanza tra la mosca e la parte finale (colorata e di grosso diametro) della coda di topo.
Questa distanza perde importanza se state utilizzando le code di topo affondanti. 


  

            FINALI INTRECCIATI 

Questi finali sono costituiti da diversi monofili intrecciati che diventano progressivamente più sottili, hanno una morbidezza e una duttilità notevoli e vengono prodotti in versioni affondanti e galleggianti: sono impiegati frequentemente perchè permettono una buona posa della mosca.
I finali intrecciati si collegano alla coda di topo con un’asola, oppure tramite un sottile tubicino di silicone.
La mosca viene invece collegata al finale intrecciato con un breve segmento di monofilo chiamato punta.  



                      FINALI IN MONOFILO


Possono essere di due tipi, senza nodi o con i nodi: i primi sono costituiti da uno spezzone unico di nylon di diametro decrescente, mentre i secondi sono ottenuti annodando tra di loro diversi spezzoni di monofilo aventi differenti diametri e carichi di rottura.
I finali senza nodi sicuramente sono più resistenti della versione con i nodi, ma hanno lo svantaggio di accorciarsi sempre più ogni volta che si cambia la mosca.

  Per ovviare a questo inconviente o si cambia l’intero finale o gli si aggiunge in punta uno spezzone di nylon sottile.

Prima di usare i finali in nylon è consigliabile bagnarli per far loro perdere l’eventuale memoria.



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